News

Fedez: parla il chirurgo che l’ha operato

Pinterest LinkedIn Tumblr

Fedez: parla il chirurgo che l’ha operato.

Fedez, come tutti sappiamo, è stato operato per rimuovere un tumore al pancreas. L’operazione è andata bene e il cantante è potuto tornare a casa per riabbracciare i suoi cari. In una recente intervista a Repubblica.it il chirurgo che lo ha operato, Massimo Falconi, ha risposto a qualche domanda:

“Il messaggio da dare è che si tratta di un tipo di tumore che, rispetto all’adenocarcinoma pancreatico, ha fortunatamente maggiori possibilità di cura”.

Alla domanda “Quindi si può curare?“, il medico ha così risposto:

“Si hanno migliori possibilità di guarigione con le opportune terapie. Ovviamente, tutto è connesso alla precocità della diagnosi: quanto prima questa avviene, tanto maggiori sono le possibilità di cura. Non è un messaggio ottimista, ma reale”.

FEDEZ: PARLA IL CHIRURGO CHE L’HA OPERATO

Il giornalista ha chiesto a Falconi se questo genere di tumori colpisce a prescindere dall’età. Ecco la risposta del chirurgo:

“A differenza dell’adenocarcinoma del pancreas, che nella maggior parte dei casi si manifesta in pazienti con un’età mediana di 67 anni, i Net non hanno un’età in cui c’è una maggiore incidenza. In generale, però, si tratta di forme relativamente rare, sebbene le diagnosi siano aumentate negli ultimi anni grazie al diffuso utilizzo di tecniche radiologiche e di endoscopia che permettono di individuare lesioni anche molto piccole. Vent’anni fa scoprivamo questi tumori solo quando erano diventati masse importanti e metastatiche: oggi, per fortuna, riusciamo a farlo prima”.

E, infine, il medico ha svelato quale tipo di terapie sono previste:

“I Net sono stati i precursori della target therapy, le terapie oncologiche ‘personalizzate’ a bersaglio molecolare. Il motivo è che questo tipo di tumore produce un recettore ormonale che dal punto di vista terapico è come se fosse la serratura di una porta: inserendo la giusta chiave, siamo in grado di regolare la crescita delle cellule tumorali, rallentandola o arrestandola. Accanto a questa terapie, c’è poi la Prrt, un particolare tipo di radioterapia molecolare mirata, e le chemioterapie. Ci sono diverse opzioni terapeutiche, che consentono di avere una prognosi migliore a cinque anni per i pazienti: è una buona notizia”.

Comments are closed.