Il 4 marzo 2018 è mancato Davide Astori. Una perdita per il mondo del calcio, ma anche per Francesca Fioretti e la loro figlia Vittoria.
Il 4 marzo 2018 è venuto a mancare il capitano della Fiorentina Davide Astori. Questa è stata una grande perdita per il mondo del calcio, ma anche per Francesca Fioretti e la loro figlia Vittoria. Dopo tre anni dall’evento, Francesca ha ritrovato il sorriso e l’amore nelle bracca di Aleksandar Kolarov, calciatore dell’inter.
Il settimanale Chi ha paparazzato la nuova coppia mentre si scambia gesti affettuosi. I due sono stati visti alla stazione centrale di Milano mentre si salutano. Infatti“I due restano a lungo in macchina, evidentemente lasciarsi è difficile, anche se solo per qualche giorno, e i saluti si sono protratti così a lungo che lei ha dovuto correre per non perdere il treno”.
Ecco le foto della nuova coppia:
Nonostante la nuova felicità, Francesca pensa sempre a Davide e qualche giorno fa gli ha dedicato un post su Instagram:
In questi anni ho sempre voluto evitare dichiarazioni pubbliche sulla morte di Davide e sul processo in corso. Ho sempre confidato che l’onestà e la pulizia che Davide ha dimostrato fuori e dentro il campo avrebbero portato a risposte altrettanto oneste e pulite. È ancora così, ho ancora fiducia che accada.
Leggo in queste ore notizie che non sarebbero dovute essere divulgate. Resto stupita da questo passo così avventato e dal fatto che venga fornita un’interpretazione parziale e contraddittoria di una perizia medica che rappresenta a ogni modo solo una di quelle di cui dispone la magistratura.
Il processo in corso serve ad arrivare a una verità, che non sarà consolatoria in ogni caso: l’idea che la morte di Davide potesse essere evitata aumenta persino il dolore. Ma se esisteva anche la più piccola possibilità che avesse a disposizione un minuto in più, un’ora in più o la sua vita intera, io credo che quella possibilità dovesse essere esplorata, che lui meritasse di averla e che tutto ciò che l’ha ostacolata debba in caso venire alla luce. Per lui e per evitare che succeda di nuovo.
Nutrivo molti dubbi sull’essere presente di persona alla prossima udienza, ora sento di dover essere lì, a dimostrare simbolicamente, con forza e senza rancore, che è solo in quell’aula che la verità potrà essere accertata, accettata e condivisa. Il passato e il futuro ci chiedono di essere coraggiosi.
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